L'importanza di Luciano Sabbatini

JESI - Qualche amico mi ha fatto notare che non ho ripostato sulle pagine Facebook e Instagram di Nessuno Rossoblù la notizia della "conferma" di Luciano Sabbatini, arrivata mercoledì scorso, come invece ho fatto fin qui con tutte le giocatrici. Mea culpa, mea grandissima culpa! Dunque, mi tocca fare questo post per rimediare all'errore e per sgombrare il campo da scivolosi equivoci: non sono già in polemica con lui e non ce l'ho con lui perché lo scorso anno ha "rimbalzato" Francesca Antonietta Saveriano, una delle mie giocatrici preferite che si era offerta alla Pieralisi. Lui è l'allenatore della squadra ed ha la piena libertà di scegliere le giocatrici più adatte al suo metodo di allenamento ed al suo gioco. Ci mancherebbe che uno stupido spazio come questo possa dettare il mercato rossoblù! Saremmo davvero alla frutta! Non ho scritto nulla riguardo la sua conferma perché, semplicemente la davo per scontata, automatica, come mangiare, respirare e dormire. Inoltre, se uno ci pensa bene, quale società annuncia il cambio di allenatore dopo aver già presentato ben sei giocatrici? Sarebbe da pazzi! Per me il binomio Pieralisi + Sabbatini è una delle poche certezze della vita che mi è rimasta, oltre alle tasse ed alla Juventus che non vincerà mai la Champions League. Il cambio di guida tecnica sarebbe stata una notizia clamorosa, tipo la "fitgirl" di San Marcello che si rifà viva dopo mesi di silenzio.


Qualcosa di impossibile, appunto. Luciano per me è oramai, una presenza familiare, come uno zio che vedi tutti i giorni; è a Jesi dal 2010, cioè dalla Decisione, ha guidato la squadra nella buona e nella cattiva sorte, in alcune annate ha dovuto fare pure il dirigente, soprattutto nei primi anni, perché la stanza dei bottoni era vuota, si è preso tante critiche e qualche complimento, ha dimostrato grande capacità di adattamento, non ha mai alzato la voce o fatto sceneggiate, come tanti suoi colleghi più titolati. E' impossibile non volergli bene, e lo dice uno che è stato bloccato su Whatsapp e che lo scorso anno, nel momento più buio della stagione, ne invocava l'esonero. Ma lo sport è così, le cose cambiano velocemente. 

Non se Luciano è l'allenatore perfetto per la Pieralisi o se è il più bravo. Claudio Ranieri sulla sua categoria è stato molto chiaro: "L'allenatore bravo è quello che fa meno danni". Luciano di danni enormi non ne ha fatti, o se li ha fatti - tipo inventarsi Alessia Conti schiacciatrice - è stato saggio a correggersi in corsa. Di sicuro è quello più longevo nella storia del club rossoblù; il 24 agosto, giorno del raduno, comincerà la sua diciassettesima stagione a Jesi, se si trattasse di una bambina, starebbe per cominciare l'ultimo anno di superiori. Sabbatini è allenatore "aziendalista", come direbbe Aurelio De Laurentiis, deus ex machina del Napoli. Perché Luciano è uno che si adatta, è uno capace di uscire anche da situazioni complicate, tipo quella dello scorso campionato, forte soprattutto della fiducia totale della proprietà. E questo fa tutta la differenza del mondo, perché in altre società un allenatore che in undici partite ne vince una sola, ed al tie break, sarebbe stato sollevato, a Jesi no, a Jesi hanno continuato a credere in lui, nel suo gioco ed a credere nella salvezza. Ed alla fine, hanno avuto ragione. Per cui, viva Luciano e viva la Pieralisi! FORZA JESI!!! NRB. 

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