La stagione folle di Rosita Civetta
JESI - L'ultima volta che ci siamo visti era il giorno dopo la vittoria con Sant'Elia al PalaTriccoli, un successo fondamentale per la Pieralisi nella durissima rincorsa alla salvezza, che si sarebbe poi, completata con il tie break a Modica. Eravamo da "Tiffany" a fare colazione, io sul bancone e la famiglia Civetta nel gazebo, con Rosita, la mamma e il babbo Carlo, persona appassionata. Con il papà di Rosita durante questo anno in rossoblù della figlia ci siamo più volte scambiati opinioni, punti di vista, anche critiche quando le cose non giravano, ma sempre con grande serenità, tanto che alla fine, lui è pure diventato un fan della pagina ed ovviamente della Pieralisi (era lui l'uomo con il tamburo in curva proprio quel sabato con l'Assitec). Quando ci siamo salutati ho avuto come l'impressione che fosse un addio, del tipo "Non so cosa farà mia figlia l'anno prossimo, dove giocherà, ma è stato bello chiacchierare con te". Sono piccole soddisfazioni.
Con tutta sincerità, ero convinto che non avrei rivisto a Jesi Rosita Civetta (nella foto di Mauro Grilli x Pieralisi Volley Jesi), se non da avversaria con chissà quale squadra, perché la sua prima annata in rossoblù è stata davvero strana, simile ad un ottovolante. Talmente folle da convincere la giocatrice a starsene ben alla larga da questa gabbia di matti. Ed invece, Rosita anche in questo, mi ha stupito, tanto da essere una delle prime ad essere riconfermata. Eppure, non era cominciata così la sua stagione. Tante le critiche all'inizio per la qualità del suo gioco e per la poca grinta messa in campo; ci aveva messo poco a nascere il partito del "Noi vogliamo Giorgia!", che nulla aveva a che fare con Giorgia Meloni, bensì con Giorgia Andreoli, più apprezzata dal manipolo di tifosi del parterre.
In effetti, nei primi tre mesi di campionato, il cambio Andreoli per Civetta è stato quello più effettuato da Luciano Sabbatini, mentre la società a gennaio ha cominciato a guardarsi intorno per capire se c'erano altri profili. Una brutta situazione per la ragazza con il numero sei sulla schiena. Non so se è stata la paura di essere "tagliata", o più semplicemente una maggiore conoscenza delle compagne ed un sestetto più equilibrato, sta di fatto che il rendimento di Rosita è cresciuto, come il gioco di tutta la Pieralisi. La classifica ha cominciato a farsi sempre meno cupa, meno drammatica ed anche quel cambio con Andreoli, che tra ottobre e dicembre era diventato un appuntamento fisso, non si è più ripetuto, segno che la giocatrice di Codogno aveva acquisito maggiore sicurezza e fiducia, fino al pomeriggio di Modica, quando la salvezza tanto inseguita è diventata una bella realtà. Il momento giusto per togliersi via social anche qualche sassolino dalla scarpa. Ci sta. Chi vince festeggia, soprattutto dopo una annata così intensa. Quindi, la conferma è arrivata come degna conclusione di questo percorso, magari tortuoso ma sicuramente felice nel finale. Adesso però, al babbo Carlo chi glielo dice che adesso la domenica vado a fare colazione da "Zenit"? FORZA JESI!!! NRB.



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